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Trekking nell'anello del monte Penna

03/04/2017 10:05

L’anello del monte Penna

 Sviluppo: Caserma forestale del Penna – Passo dell’Incisa – Monte Penna – Canalino del Penna – Caserma Forestale del Penna

Dislivello: 350 m in salita

Difficoltà: E / EE
Ore di marcia: 2.15 ca.
Periodi consigliati: da maggio a ottobre Accesso: uscita autostradale A12 di Lavagna. Si prosegue in direzione nord verso Carasco e Santo Stefano d’Aveto. A Rezzoaglio si prende la strada per Amborzasco e da qui si procede in direzione Casoni. Superato il paesino, si continua ancora per un tratto fino alla caserma della Forestale del Penna, punto di partenza del nostro itinerario.

E’ forse la vetta più rappresentativa dell’Appennino Ligure. Si eleva come una piramide maestosa dai boschi della Val d’Aveto e della Val di Taro. Amato dagli escursionisti e dagli scalatori che si inerpicano lungo i ripidi versanti, il Monte Penna è contraddistinto da una vetta

principale (la seconda vetta più elevata dell’Appennino in territorio ligure), e un’appendice nata da una frattura sul versante nord-orientale, il Monte Pennino. In mezzo il canalino del Penna, un ripido versante che in inverno si riempie di neve, mentre in estate lascia spazio ad un ardito percorso escursionistico, dotato di catene e passaggi esposti, sconsigliato agli escursionisti poco allenati, ma molto divertente per gli amanti dei sentieri accidentati. Questo breve anello consente in pochissimo tempo di conoscere tutti gli aspetti naturali di questa fantastica montagna.

Partiamo muniti di abbigliamento, bastoni e zaini da trekking Deuter ACT Trail 22 Sl e ACT trail Pro 34 con sacca idrica da 2. lt. e una piccola borsa contenente il necessario per pronto soccorso dalla Caserma Forestale del Penna (1394 m), immersa nella foresta demaniale omonima, dove troviamo una vasta area pic-nic ed un paio di fontanelle utili per approvvigionarsi d’acqua. Prendiamo la strada forestale che sale al Passo dell’incisa, segnalato col segnavia A5 dall’ente parco dell’Aveto. Per 2/3 del percorso sarà la traccia da seguire. La strada sterrata sale dolcemente tra i faggi e gli abeti che in estate producono una provvidenziale ombra. Evitando le diramazioni secondarie si passa davanti ad una segheria e dopo pochi minuti si giunge allo spiazzo del Passo dell’Incisa (1466 m – 30’ di cammino). Qui incontriamo diversi itinerari provenienti dalle zone limitrofe della Val di Taro, da Prato Mollo e dal Monte Aiona. In questo punto transita anche l’Alta Via dei Monti Liguri, che però non tocca la vetta del Penna, in quanto posizionato fuori dallo spartiacque ligure – padano.

Prendiamo a sinistra un sentiero da trekking poco visibile, rispetto agli altri itinerari, segnalato con un cartello in legno, dal segnavia A5 e da altri segnalazioni in giallo. Si sale in maniera decisa tra i faggi, lungo una traccia profonda tra gli alberi. Per evitare di scivolare la maggior parte delle persone utilizzano i sentieri laterali privi di fogliame e sassi.

La salita diventa sempre più faticosa, sviluppandosi quasi a ridosso della cresta occidentale del monte. Quando gli alberi cominciano a diradarsi e compaiono contemporaneamente delle grosse rocce, siamo arrivati in vetta. Ancora un breve tratto roccioso e raggiungiamo la cima del Monte Penna (1735 m – 1h 15’ di cammino). L’ambiente è a dir poco fantastico, in quanto regala magnifici scorci su tutti i versanti. A sud la montagna forma una serie di anticime rocciose di tipo basaltico, mentre a nord precipita con un bel salto nella foresta demaniale. Verso NE notiamo l’ardita cuspide del Monte Pennino (1678 m - foto). Ad impreziosire la vetta troviamo una statua bronzea della Vergine, eretta nel 1938, e una piccola cappella – rifugio, utile in caso di intemperie. Splendido il panorama che si gode da qua, che abbraccia tutto l’arco appenninico ligure. Sul versante meridionale è poi visibile l’invaso del Lago di Giacopiane.

Scendiamo ora sul versante NW della montagna seguendo sempre il segnavia A5, e da un triangolo giallo. Comincia il tratto da trekking esposto e un po’ pericoloso, in cui sono state installate alcune catene per tenersi lungo i tratti più esposti.
Perdiamo velocemente quota tra i massi e raggiungiamo la base sud del Monte Pennino, lungo il Canalino del Penna, dove i più ardimentosi si possono avventurare tra le rocce per guadagnare la vetta.

A questo punto procediamo sul versante orientale dell’anticima, e ci tuffiamo nuovamente nel folto del bosco di faggi, Dopo poco tempo abbandoniamo il sentierone da trekking fin qui seguito, per prendere sulla sinistra una mulattiera piuttosto ripida che si tuffa nel folto del bosco di faggi. Seguiamo ora il segnavia un triangolo giallo per orientarsi tra gli alberi lungo un sentiero poco accennato.

Dopo un tratto ripido il sentiero da trekking diventa più dolce, e giunge dopo un po’ di tempo ad un bivio: entrambi gli itinerari portano al punto di partenza, ma a questo punto procediamo su quello segnalato con un bollo giallo. Da questo punto in poi la passeggiata diventa piacevole, tra alti alberi di faggio e qualche piccolo torrente. Attraversiamo un ruscello e dopo qualche curva ci troviamo nei pressi di una bella area prativa, dove possiamo vedere dal basso l’intera montagna fin qui percorsa.

Ancora qualche centinaio di metri e sbuchiamo sulla strada sterrata dell’andata, quasi nei pressi della Caserma Forestale. Ancora pochi metri e siamo arrivati a destinazione.

Noi partiamo sempre con i nostri zaini da trekking Deuter che offrono uno schienale traspirante e un comfort di alto livello, all'interno mettiamo oltre al solito cambio, sacca idrica "Streamer 2.0 lt." e borsa pronto soccorso "First Aid Kit" ghette "Gaiters long" e coprizaino pioggia ""Rain Cover I"...tutti accessori Deuter.

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