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La Via Romana tra Bonassola e Levanto

27/03/2017 15:23

La Via Romana tra Bonassola e Levanto

Tra le frazioni d’altura di Bonassola

Sviluppo: Bonassola – Salice – Montaretto – Costella – Scernio - Levanto
Dislivello: 400 m in salita e in discesa

Difficoltà: E
Ore di marcia: 3,00 ca.
Periodo consigliato: da ottobre a maggio
Accesso: in treno si scende alla stazione ferroviaria di Bonassola (linea Genova- La Spezia – Roma). In auto usciamo al casello autostradale A12 di Levanto, dove si prosegue in direzione di Bonassola.

La caratteristica principale dei sentieri del levante ligure è quella di avere sostanzialmente tre percorsi: uno litoraneo che unisce i centri della costa, uno di crinale che domina dall’alto la riviera, e uno intermedio che corrisponde quasi sempre con le vie di comunicazione romana. In particolare l’itinerario parallelo alla vecchia Via Aurelia partiva da La Spezia (località S. Venerio), e passava sulla costa delle Cinque Terre attraverso la cosiddetta Via dei Santuari, per valicare Punta Mesco e passare a mezza costa tra Levanto, Bonassola, Framura e le rimanenti località fino a Sestri Levante. Da questa località rivierasca la strada si congiungeva nuovamente con l’Aurelia.

Questo itinerario effettua un giro in circolo sulla vallata di Bonassola a mezza costa, per scendere in direzione di Levanto, o in alternativa di nuovo al centro di Bonassola stessa.

Equipaggiati dai nostri inseparabili zaini da trekking Deuter partiamo dalla stazione ferroviaria di Bonassola (s.l.d.m) dove scendiamo lungo la via che porta verso mare, fino alla chiesa di S. Caterina. Dietro la chiesa individuiamo uno stretto viottolo che affianca la vecchia sede ferroviaria, ora diventata una rotabile soprelevata.
Dopo diversi metri prendiamo a destra una scalinata (Via Vermestosa), e saliamo fino ad arrivare ad una strada rotabile. Procediamo lungo quest’ultima, in direzione sinistra per alcuni metri, proseguendo successivamente a destra, in Via Carpeneggio.

Questa strada cementata fa guadagnare quota in breve tempo, e in una ventina di minuti ci troviamo al passo omonimo, dove si stacca il sentiero per il Salto della Lepre, un punto panoramico sulla costa levantina (15’ di cammino).
Proseguiamo sul tracciato principale tracciato col segnavia ondulato azzurro del Sentiero Verdazzurro, che scende per un breve tratto e svolta in seguito a destra con un sentiero più stretto, segnalato con un cartello in legno.

Attraversiamo una bella e fitta lecceta che stempera il caldo in queste zone, tra gradini ricavati dalla roccia e dal terreno. Di tanto in tanto si aprono delle finestre panoramiche sulla costa di Framura.
La salita termina nei pressi del piccolo abitato di Salice (202 m), un gruppo di case isolate dal resto del mondo, dove resistono ancora dei vigneti.

Arriviamo così al bivio col sentiero che scende a Framura, mentre noi proseguiamo a destra lungo una stradina sconnessa, per risalire in seguito lungo un sentiero a scalini tra gli alberi ed alcune fasce abbandonate. Raggiunta una strada sterrata, tagliamo la stessa in diagonale e seguiamo il segnavia con bollo blu fin sotto l’abitato di Montaretto (282 m – 1h di cammino da Bonassola).

Arrivati nel paesino proseguiamo la visita con i nostri zaini da trekking Deuter per ammirare  le bellezza delle sue case strette attorno all’unica arteria (Via S. Rocco), adornate da fiori sulle porte d’ingresso e sulle finestre.
Proseguendo il nostro itinerario, prendiamo all’altezza della cappellina ad inizio paese, la stradina che scende verso la pineta del Monte Brino, dove ci addentriamo nella vallata del Torrente S. Giorgio. Dopo aver perso quota, oltrepassiamo il ruscello in un punto caratteristico della vallata, dove troviamo un mulino e la chiesetta di S. Giorgio, impreziosita da un sagrato affacciato sul golfo di Bonassola.

Dopo una sosta, proseguiamo lungo un viottolo che porta alla strada rotabile proveniente da Levanto, poco sotto l’abitato di Costella (175 m). Percorriamo un tratto in discesa, e al terzo tornante, a quota 108 metri, proseguiamo dritti lungo un sentiero lastricato che altro non è che l’antica Via Romana. Un ponte in pietra e la strada lastricata ricordano l’origine romana dell’arteria.

In breve ci troviamo in una folta pineta, e gradualmente guadagnamo quota fino a ritrovare il panorama su Bonassola, questa volta dal fianco orientale (foto).
Progressivamente rientriamo nella civiltà con alcune ville isolate, diversi campi coltivati,e in ultima le case della frazione di Scernio (183 m - 2h di cammino da Bonassola). Qui possiamo decidere se scendere in direzione di Levanto, oppure se chiudere l’anello dal punto dove siamo partiti. Entrambe le opzioni sono valide, con la discesa verso Bonassola che richiede circa 30’ di cammino lungo un tracciato da trekking che taglia diagonalmente la strada rotabile verso il paese. Il sentiero per Levanto è di durata simile, molto panoramico, con lo svantaggio di avere la stazione ferroviaria scomoda, situata più a monte (10-15’ di cammino dal lungomare).

Optiamo per quest’ultima, in quanto continua idealmente l’itinerario romano, scendendo lungo un sentiero da trekking abbastanza largo che attraversa una zona battuta da numerosi incendi. Bella comunque la vista sulla baia di Levanto, e su Punta Mesco.
Giunti nei pressi di una strada, la tagliamo in due punti attraverso delle ripide scalinate che in breve ci portano all’inizio della città rivierasca. Per raggiungere la stazione ferroviaria occorre portarsi verso est, ed individuare l’arteria principale, dove un vialone risale fino al fabbricato ferroviario.

Un consiglio: l’itinerario può essere percorso nel primo mattino nel periodo estivo, in quanto il tratto iniziale risulta quasi tutto in ombra. Si può unire così l’escursione ad una bella giornata al mare di Bonassola o Levanto.

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