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L'Anello del Passo della Gava

23/04/2017 07:38

L’anello del Passo della Gava  

Tra il crinale del Beigua e il mare

Sviluppo: Arenzano – Cima di Mezzo – Passo Tardie – Passo della Gava – Prato Liseu – Curlo – Arenzano

Dislivello: 900 m
Difficoltà: E
Ore di marcia: 5h 00’
Periodi consigliati: da settembre a maggio

Attrezzatura: Zaini e accessori Deuter Futura 32 e Zugspitze 22 Sl+ First Aid Kit+Montana Gaiter+Streamer 2.0 lt.+Streamer Thermo Bag 3.0 lt.+Streamer Tube Insulator+Belt II

Accesso: in auto si esce al casello autostradale A10 di Arenzano, oppure si prende il treno e si scende sempre ad Arenzano (linea Genova – Ventimiglia)

Tra i vari percorsi proposti dall’entroterra di Arenzano quello che porta al Passo della Gava è un classico, in quanto la zona di valico rappresenta una sorta di porta d’accesso alla parte orientale del crinale del massiccio del Beigua. Da qui si raggiunge in tempi relativamente brevi il Monte Reixa (1183 m) e il Passo del Faiallo (1061 m), veri e propri balconi panoramici sul genovesato, la riviera del Beigua, e un po’ su tutta la Riviera Ligure. Senza arrivare in cima al crinale si possono raggiungere zone di selvaggia bellezza, lontane da qualsiasi via di comunicazione. Questo itinerario viene spesso utilizzato dagli organizzatori della marcia “Mare e Monti”, che si tiene annualmente nel mese di settembre.

Partiamo dal centro di Arenzano con la nostra attrezzatura Deuter  (zaino Futura 32 e Zugspitze 22 SL) (s.l.d.m.) e percorriamo la passeggiata in direzione est fino ad arrivare alla foce del Torrente Cantarena. Qui prendiamo Via V. Veneto che affianca il corso d’acqua. Si prrosegue poi in Via Olivette, che affianca il Parco Figoli e una chiesa, da cui parte la segnalazione del sentiero A che seguiremo in questo primo tratto.

Sorpassata l’autostrada A10 entriamo nel tipico ambiente contadino della valle del Cantarena, con le fasce terrazzate, i coltivi e gli olivi.
Percorriamo ora un sentiero da trekking lungo il crinale tra la valle del Cantarena e quella di Terrarossa, dove si entra già in un ambiente tipicamente collinare, con molti pini devastati da diversi incendi. Man mano si apre il panorama verso Arenzano, il suo porticciolo e il promontorio della pineta.

Dopo un tratto con alcuni saliscendi entriamo in una pineta con una salita piuttosto evidente e continua. Si guadagna rapidamente quota fino ad arrivare alla Cima di Mezzo (565 m – 1h 30’ di cammino). Poco prima della vetta abbandoniamo il sentiero da trekking A per proseguire lungo una traccia evidente di sentiero segnalata con la lettera M. Lungo il percorso incontriamo anche una sorgente.

Saliamo ancora in maniera decisa fino a raggiungere le pendici del Monte Pennone, un vero e proprio avamposto roccioso verso il genovesato. In effetti il tracciato passa lungo il confine tra i comuni di Arenzano e Genova, ed incontra a quota 780 metri la vecchia stazione del

dazio. Questo manufatto ricorda il periodo in cui i commerci avvenivano via terra attraverso i sentieri di crinale, a dorso di mulo. In questa zona si pagava una tassa di passaggio da parte di coloro che partendo dalla costa portavano le merci verso i mercati piemontesi. Ora questa casa è un riparo da utilizzare in caso di maltempo. Incontriamo in questo punto il sentiero che sale da Voltri (X rossa), il cui segnavia ci guiderà fino al Passo della Gava.

L’ambiente è decisamente montano, con le rocce di serpentino che spuntano in mezzo a questa zona erbosa. Sono pochi gli alberi che riescono a crescere in queste zone battute da forti venti e dal terreno fortemente acido.
Ancora una salita tra le rocce e siamo arrivati in cima al Passo Tardie (870 m – 2h 40’ di cammino), posto tra i monti Tardia di Ponente (928 m) e il Tardia di Levante (878 m). Decisamente bello il panorama verso le due riviere e la vicina Genova, con la visuale che si apre verso l’interno della Val Cerusa e il paese di Sambuco, e Punta Martin. Raggiunta la quota massima, scendiamo in una ventina di minuti al Passo della Gava (752 m). Si tratta di un avvallamento profondo visibile a distanza di parecchi Km, tra il Monte Tardia e il Monte Reixa. Questa sua peculiarità è stata sfruttata per tracciare numerose vie di comunicazione tra i monti del crinale del Beigua e il mare, tra Arenzano, la Valle del Cerusa e Voltri. In zona troviamo una tavola orientativa e un pannello che indica il percorso natura che percorreremo al contrario nel scendere in direzione mare. La zona in generale si presta per una pausa ristoratrice vista la presenza di vaste areee prative, in parte anche riparate dal vento, con ampi panorami in tutte le direzioni.

Scendiamo ora lungo la strada sterrata in leggera discesa che passa sul fianco occidentale del Monte Tardia di Ponente, nella valle del Torrente Lerone.
Lungo il percorso troviamo un mulinello e il riparo Beppillo. Giunti a quota 600 metri, in località Prato Liseu, possiamo tagliare alcuni tornanti dello stradone, utilizzando un sentiero segnalato con due pallini rossi.

Dopo aver effettuato alcuni accorciamenti di percorso ci troviamo nuovamente nello stradone che affianca l’ingresso al centro ornitologico del Parco del Beigua. In breve tempo si può raggiungere la casa forestale Vaccà, sede del centro, e una postazione panoramica d’avvistamento.

Con un tratto rettilineo e un paio di tornanti si giunge velocemente a Curlo (280 m), località panoramica dove troviamo un area pic-nic attrezzata con dei barbecue.
Prendiamo all’ingresso dell’area di sosta un sentiero segnalato da un cartello come “Sentiero degli Inglesi”. Si tratta di un bel percorso che scende gradualmente verso mare, tra lecci, pini e la macchia mediterranea. Questo percorso effettua diversi tornanti e passa in ambienti molto diversi. Si superano inoltre un paio di ponti sul Rio Seilughi, in una zona molto ombrosa.

Man mano ci portiamo in un ambiente decisamente più agreste, con terrazzamenti e olivi, che si alternano a tratti di bosco. Sbuchiamo poco sopra l’autostrada A10, e in breve ci troviamo dalla Torre Saracena posta sopra il Santuario del Bambino di Praga, posto molto caro ai fedeli liguri. Da qui si segue la discesa verso il centro di Arenzano, dove chiudiamo l’anello dell’itinerario.

Un consiglio : nella stagione primaverile la zona è soggetta al passaggio di numerose specie di uccelli. Per saperne di più esiste un centro ornitologico con tanto di postazione d’avvistamento in località Bric Cravieu. Consigliati un paio di binocoli. 

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